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Ogni volta che si parli in termini di impegno civile e di passione, c’è da augurarne tutto il bene possibile per qualunque iniziativa. Roma ha vissuto gli ultimi mesi dentro una cappa di piombo, quasi avesse dimenticato, passo dopo passo, la sua storia, la sua identità e l’insegnamento che ha dato al mondo nella sua lunga vita. In questi tempi ogni cosa sembra inghiottita da un punto nero dove tutto sembra destinato a implodere, a scomparire, persino la speranza.

È tempo che ciascuno secondo la sua volontà, le sue capacità e il suo modo di vedere le cose, si occupi di Roma, a partire da chi a Roma ci è nato, o ci vive, o semplicemente l’ha scelta come sua città temporanea. Se avessimo un briciolo di retorica in più, diremmo che se ne dovrebbe occupare anche il resto del paese, perché è la sua capitale e perciò, a torto o a ragione, lo rappresenta più di ogni altra cosa.

Il nostro punto di vista è semplice: siamo persone variamente impegnate nel lavoro, ma non dimentichiamo che c’è una dimensione esterna, oltre a quella personale, familiare e lavorativa. Quella che si definisce sociale, che a noi piace dire la nostra città. Di questo ci vogliamo occupare, nel tempo che abbiamo a disposizione, di quel tanto o poco d’intelligenza di cui siamo capaci, della volontà, che invece abbiamo tutta, di non lasciare che le cose, come in un’inerzia senza responsabilità, scivolino verso il basso, senza cambiare.

Ci si può prendere cura della città in tanti modi. C’è chi si occupa di pulirla, con iniziative coraggiose in cui i cittadini suppliscono alle mancanze pubbliche; c’è chi si occupa di dare prospettive nuove alla politica, magari con generosità, in un momento in cui la politica gode di una pessima fama; c’è chi semplicemente cerca di far bene il proprio lavoro, magari la sua missione pubblica, ed è questa rivoluzione molecolare, forse, che è la più necessaria per rigenerare la città.

Noi che facciamo? Abbiamo pensato che fosse utile, urgente e, forse addirittura, indispensabile, mettere in rete, fisicamente e idealmente, le nostre proposte per cambiare profondamente la città. Le cose cambiano quando c’è la volontà, o la necessità, che è ancora più forte della volontà, di farlo; ma bisogna anche avere le idee giuste con cui armare la volontà. Ci indispettisce che altrove, nelle altre capitali europee, la modernità, che significa regole semplici, efficienza, autentica missione pubblica, faccia parte già della vita quotidiana, mentre a Roma ci sembra difficile, complicata, impossibile.

Di questo vuoto di idee è responsabile non solo la classe dirigente, in senso generale, che ha avuto (sprecandole) le redini della città, ma anche la rinchiusura nel privato, nel personale, nell’ambito del proprio lavoro, di tante, di decine e centinaia, addirittura forse migliaia,  persone valide, capaci, pregevoli, che hanno preferito non occuparsi di Roma, di non essere generosi con la propria città.

La follia, a pensarci bene, è stata proprio pensare che Roma fosse solo uno spazio esterno indistinto, apprezzabile, o non apprezzabile, per la sua funzionalità, ma non la propria città, la propria comunità, quell’insieme di luoghi, strade, angoli, piazze, dove si svolge la nostra vita. La follia è aver pensato che si potesse star bene nel proprio piccolo, mentre tutto il resto cedeva sotto i colpi dell’incuria. La follia, alla fine, è pensare di vivere in una città a cui non si dedichi nessuna attenzione.

Perciò ci siamo messi assieme; ci siamo domandati come possiamo davvero contribuire a modernizzare Roma, come riusciamo a farla diventare una città contemporanea, piena di futuro, oltre che di passato; ci siamo detti come possiamo mettere le nostre competenze, le nostre idee, quel che tanto o poco sappiamo, a disposizione di chi, magari, volesse realizzarlo, a ogni livello di governo, cominciando naturalmente dal comune, e in ogni ambito della vita collettiva.

Perciò siamo qui e invitiamo chiunque abbia la stessa urgenza, visione e volontà, di contribuire a scrivere insieme un pezzo dell’enciclopedia collettiva del cambiamento da realizzare. WikiRoma vuol essere questo: un luogo, dove ciascuno ha l’opportunità di mettere in comune le conoscenze, le competenze e, soprattutto, di sentire l’emozione di occuparsi, ancora o di nuovo, di una città infinita come Roma.

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  • 2 febbraio 2016
Carlo Michele Cortellessa Carlo Michele Cortellessa Author

Un blog per raccogliere idee, proposte e opinioni sulla modernizzazione e la rinascita di Roma.

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