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La Roma che non t'aspetti: capitale dello spazio!

C’è un obiettivo tra quelli che ci siamo prefissati che è particolarmente ambizioso. Andare molto oltre l’immaginario collettivo. Sfatare un mito o crearne uno 2.0. Roma non è solo storia e arte. Roma è - in modo sorprendente - anche territorio di innovazione, industria e sperimentazione. Partendo da questo assunto, WikiRoma non può non parlare di impresa, occupazione, innovazione. E nel senso più ampio, di crescita e sviluppo del territorio.



Dall’astratto al concreto, sentiamo forte l’esigenza di allontanarci da una storia di annunci, promesse, proclami. Da un vissuto di parole trite, rimaste sulla carta a testimoniare un immobilismo culturale, voluto e a volte funzionale.

 Dalle parole ai fatti, molto semplicemente vogliamo proporre un cambio di passo o di strategia che attivi un processo virtuoso di rafforzamento del tessuto produttivo romano nei settori a maggior valore aggiunto e nelle tecnologie più avanzate. Anche in questo caso (come per le altre proposte di WikiRoma), vogliamo farlo attraverso scelte precise e concentrando energie e risorse verso obiettivi selezionati. Facendo nostra una definizione che prendiamo in prestito dall’Europa: la specializzazione intelligente.

Non è una scelta casuale. Perché Roma del futuro dovrà essere intelligente, puntando su interventi selezionati di innovazione e sviluppo. Una crescita specializzata e smart, appunto, in grado di sfruttare appieno asset e vocazioni del territorio romano e insieme mettere a sistema risorse pubbliche e private. Un movimento sinergico che faccia squadra con imprese e università, con la Regione Lazio, il Governo e l’Unione europea. E che punti a settori in crescita, ad alta intensità di ricerca e sviluppo e di investimenti, partendo dai vantaggi competitivi che il territorio romano innegabilmente possiede.

Obiettivo Spazio 

Concetti e condizioni che trovano la sintesi nel campo aerospaziale. Un settore che “tira”, che è frontiera dell’innovazione tecnologica e in cui l’Italia è ottimamente posizionata tra i leader mondiali di settore.

Nella classifica di casa nostra, pochi sanno che tra i primi posti per ricerca e produzione, c’è il Lazio con Roma in primo piano.

La Città metropolitana di Roma Capitale – insieme alla Regione Lazio – è una vera e propria eccellenza, una filiera aerospaziale di livello nazionale e internazionale. Una catena del valore fatta da università e centri di ricerca riconosciuti a livello mondiale e da imprese solide, accreditate a livello internazionale nella produzione di infrastrutture e prodotti aerospaziali e nella fornitura di servizi avanzati.

I numeri del Distretto tecnologico dell’Aerospazio del Lazio (fonte DTA Lazio – www.lazio-aerospazio.it) lo mostrano chiaramente: una decina di enti di ricerca di ricerca privati e pubblici di primissimo piano (tra cui CNR e ASI); Parchi scientifici e tecnologici; 5 Università (di cui 3 solo a Roma: La Sapienza, Tor Vergata, RomaTre) con 4 facoltà di ingegneria; circa 3000 professori universitari, ricercatori e specialisti coinvolti in attività di ricerca aerospaziale; 250 aziende e 30mila addetti che operano nella progettazione, produzione e manutenzione di sistemi, strutture e componenti per l'Aeronautica civile, per lo Spazio, per la Sicurezza e la Difesa. E un fatturato miliardario.

Roma è anche ‘residenza’ istituzionale e operativa dell’aerospaziale: qui si trovano le sedi dell’ASI (Agenzia spaziale italiana), di Finmeccanica, di Avio. Tutte realtà leader della ricerca, della manifattura e dei servizi spaziali, con il Lazio Silicon Valley dell’aerospaziale perché possiede sul proprio territorio un’intera filiera aerospaziale, la cui maggiore concentrazione insiste proprio sul territorio romano.

 Tutto ciò porta ad una deduzione ovvia nella sua evidenza: la traiettoria di sviluppo dell’area metropolitana capitolina deve puntare all’aerospazio. Insomma spiccare il volo. Può e deve farlo, utilizzando questo straordinario motore di crescita per creare posti di lavoro ad alto valore aggiunto, far crescere in maniera verticale la ricerca, attrarre investimenti e canalizzare fondi partecipando a bandi europei di finanziamento e utilizzando le risorse dei fondi strutturali.

Una crescita complessiva dunque, che avvenga non solo consolidando e rafforzando quanto già esistente sul nostro territorio. Ma anche riuscendo a cogliere le nuove opportunità che vengono dall’utilizzo della enorme e preziosa mole dei dati satellitari che grazie agli investimenti fatti si sta per riversare sull’Europa. Una linfa vitale – che opportunamente canalizzata e sfruttata - potrà far crescere una nuova generazione di applicazioni e servizi per la città e per i cittadini. E, sul lato dell’offerta, una nuova generazione di imprese specializzate nella fornitura di questi servizi.

Insomma, una congiuntura astrale che potrebbe fare della Città metropolitana la Capitale europea dell’aerospazio, dei servizi e delle applicazioni tecnologiche satellitari.

 Che cosa proponiamo di fare 

Proseguendo sulla linea di perseguire obiettivi plausibili, è necessario e consequenziale partire da eccellenze consolidate. Per questo appare primario rafforzare il posizionamento di Roma nella fase di upstream, cioè quello della ricerca e della produzione infrastrutturale e occupandosi delle realtà già operanti sul nostro territorio. Per farlo Roma deve lavorare a stretto contatto con il Governo, con la Regione, le Università, l’ASI, la rete delle imprese e con le aziende chiave che abbiamo l’onore e l’onere di ospitare nell’area metropolitana.

In maniera sinergica e speculare, dovranno essere messe in campo azioni mirate a posizionare Roma e le sue piccole e medie imprese nel cd segmento del downstream e cioè nello sviluppo di applicazioni e nella fornitura di servizi utili al cittadino, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni. Per esempio, attraverso l’utilizzo dei dati satellitari e la loro applicazione a settori e mercati “tradizionali” per lo sviluppo di app e servizi per monitoraggio ambientale, di siti turistici e archeologici, per rafforzare la sicurezza, per gestire flussi di traffico o crisi idrogeologiche. Una “miniera” di potenzialità i cui contorni sono ancora da scoprire e costruire.

Come proponiamo di farlo 

Approvare un Piano strategico dell’area metropolitana per l’aerospazio. 

La Città metropolitana di Roma Capitale può svolgere un ruolo di promozione e sostegno delle politiche di sviluppo economico e dell’innovazione sul tutto il territorio provinciale attraverso l’adozione di un piano strategico dell’area metropolitana. All’interno di questo, Roma dovrà costruire un’agenda incisiva in campo aerospaziale. Agenda che in modo rigoroso e realistico dovrà essere tradotta in iniziative concrete e finanziabili all’interno del Piano strategico della città metropolitana.

Candidare Roma come Hub europeo per l’uptake of space data e per i servizi e le applicazioni downstream. 

D’intesa con il Governo e il Ministero dello Sviluppo economico - e nell’ambito della Cabina di regia per l’aerospazio – si dovrà operare in maniera sinergica e coordinata per candidare Roma al ruolo di hub nazionale per la raccolta e l’utilizzo dei dati satellitari provenienti dai programmi spaziali dell’Unione europea e dagli enormi investimenti pubblici fin qui fatti da Europa e Stati membri. A valle di questo progetto, si dovrà contestualmente promuovere la nascita di start-up e lo sviluppo di servizi innovativi.

Sviluppare una domanda pubblica qualificata e un’offerta innovativa di applicazioni e servizi avanzati 

Per favorire l’avvio e il consolidamento di questo processo virtuoso, dovranno essere messe in campo azioni per fare sì che le risorse del PON (Programma operativo nazionale) METRO 2014-2020 e quelle del PON regionale siano finalizzate a creare servizi utili per la città e per i cittadini; al tempo stesso queste risorse potranno diventare il volano per lo sviluppo di una offerta di servizi innovativi da parte delle imprese del territorio. Il Comune di Roma, che svolge il ruolo importantissimo di “organismo intermedio” del Programma METRO, dovrà a breve individuare le proposte e il cronoprogramma degli interventi che intende realizzare sul proprio territorio. In altre parole, individuare i fabbisogni e indirizzare la domanda verso servizi e applicazioni tecnologiche.

In questo senso il Comune dovrebbe:
  • giungere all’identificazione e alla messa a bando di una domanda pubblica - qualificata e innovativa - di servizi e applicazioni spaziali. Si tratta di fare un deciso passo avanti rispetto a quanto indicato dalla deliberazione n. 1 del 2 marzo 2015 della Città metropolitana di Roma Capitale per identificare fabbisogni concreti e obiettivi definiti. 
  • in collaborazione con gli stakeholders, avviare attività di formazione, informazione e networking rivolte a imprese, università, centri di ricerca e dirette a creare le condizioni per un’ampia partecipazione ai bandi e a favorire la nascita di raggruppamenti, consorzi, spin off in grado di qualificare e strutturare l’offerta di servizi; 
  • nell’ambito del Programma multiregionale per il Piano strategico Space economy, collaborare attivamente con Regione Lazio per l’attuazione delle azioni di livello nazionale nell’ambito della osservazione della Terra, delle Telecomunicazioni e dell’Esplorazione. 

Fare rete 

Esercitando le prerogative previste dalla sua più ampia veste di Città metropolitana, in questo processo virtuoso, Roma Capitale deve coraggiosamente assumere un ruolo di primo piano collaborando attivamente con la “Cabina di regia” nazionale per l’Aerospazio attiva presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e che ha lanciato il Piano strategico di Space economy.

Sburocratizzare 

Troppo spesso le idee luminose si sono spente nelle stanze buie della burocrazia. Per questo, per evitare duplicazioni, conflitti di competenze, vuoti di potere, lunghezze estenuanti nei momenti decisionali e autorizzativi, riteniamo fruttuoso e indispensabile l’istituzione di una nuova figura professionale specializzata del Comune, un unico interfaccia all’interno dell’area metropolitana capitolina tra la filiera dell’aerospazio - e tutte le aziende e soggetti che operano al suo interno – e l’Amministrazione per facilitare e gestire tutti i processi e le procedure che a qualsiasi titolo investono questo settore.

Stefania Gliubich
  • 0
  • 1 marzo 2016
Antonio Preiti Antonio Preiti Author

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